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mercoledì 12 aprile 2017

Alfa S.r.l. vs A2A S.p.a.....chi la spunterà?

"Dovremmo" essere vicini al giorno decisivo per Alfa S.r.l.. E' in programma infatti la discussione davanti al Consiglio di Stato dell'ultima sentenza del TAR della Lombardia che nei fatti, dando ragione ad ASPEM / A2A S.p.a., annullerebbe Alfa S.r.l. il neo-gestore unico del servizio idrico della Provincia di Varese.

Abbiamo appena diramato agli organi di stampa locale il comunicato che potete leggere qui di seguito che, come potete vedere, è a più firme da parte di molti comitati territoriali lombardi. Segno indubbio che il pericolo A2A S.p.a. è molto serio e sentito oltre i confini territoriali varesini.


Vi aggiorneremo come sempre.

Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese


lunedì 23 novembre 2015

Sull'affidamento ad Alfa S.r.l. del Servizio Idrico Integrato

Riprendiamo, dopo mesi di silenzio, a scrivere del nuovo gestore unico provinciale, Alfa S.r.l.

Lo scorso 10 giugno si è messa la firma ufficiale alla costituzione di Alfa S.r.l., gestore unico per i prossimi 20 anni del Servizio Idrico Integrato di tutta la Provincia di Varese. 95 comuni e la Provincia di Varese hanno infatti firmato l'atto notarile che dà vita alla società. 

95 comuni su 139 hanno quindi aderito e firmato per il gestore unico. Mancano all'appello importanti comuni come Varese e Saronno (che non ha ancora aderito), i 33 comuni (che con il capoluogo) prendono servizio da ASPEM S.p.a. vistasi riconoscere dal TAR della Lombardia le ragioni del ricorso contro l'adesione ad Alfa S.r.l. del capoluogo varesino, e una quindicina di comuni che non hanno nemmeno portato la discussione sull'adesione o meno all'interno dei propri consigli comunali.

Ultimo atto, la delibera di consiglio provinciale nr. 28 del 29 giugno 205 che, dopo la conferenza dei comuni del 24 giugno sancisce l'ufficialità legislativa all'affidamento del servizio, come potete leggere qui di seguito:


A questo punto Alfa S.r.l. è formalmente costituita e avrà modo di andare "a regime" entro e non oltre il 31 dicembre 2017.

Restano ancora forti dubbi sulla scelta di gestione intrapresa dalla scorsa giunta provinciale (verde leghista) e confermata dall'attuale (PD-SEL-NCD). Uno su tutti (e non ci stancheremo mai di ripeterlo) il fatto che si tratta di una S.r.l. e, seppur a totale capitale pubblico, seppur a totale partecipazione pubblica (con in divieto di cessione ai privati di quote gestionali, ancora per poco temiamo, grazie a questo Governo) Alfa S.r.l. resta un soggetto di diritto privato e quindi un soggetto che deve rispettare le regole del mercato, collidendo con l'esito referendario del giugno 2011 che ha espressamente sancito che la gestione dell'acqua deve essere pubblica e fuori da queste regole di profitto.

Dobbiamo inoltre segnalare altri due aspetti che si possono trovare nel testo della delibera e nello statuto di Alfa S.r.l..

Il primo riguarda la tariffa e il metodo con il quale si determina, per chiarezza, stabilito dalla AEEG  e recepito da ogni singolo Ente di Governo del Territorio (leggi ATO, leggi Ufficio d'Ambito) che lo utilizza per, appunto, formulare la tariffa per la gestione del SII, che deve essere poi confermata dalla AEEG stessa.

Metodo di calcolo che noi contestiamo, anche a livello nazionale, in quanto non rispetterebbe l'esito referendario espresso col secondo quesito in quanto vi sarebbe ancora contenuta la remunerazione del capitale investito sotto mentite spoglie.
Vi è inoltre una voce, confermata anche dal testo della delibera di cui sopra, che si legge "full cost recovery" ma che si legge come una miriade di voci inserite in tariffa per far alzare l'importo di quest'ultima a discapito dei cittadini. Infatti oltre al costo degli investimenti (che sarebbe l'unico costo di una gestione attraverso un Ente di diritto pubblico) con questo metodo vengono inseriti in tariffa anche i costi di gestione che inevitabilmente manterranno la tariffa ad un valore alto rispetto a quella che potrebbe applicare un comune o un consorzio di comuni in quanto questi costi di gestione sarebbero pari a zero.

Il secondo punto critico da noi sempre evidenziato è un basso quorum previsto all'interno dello statuto per quelle operazioni in capo all'assemblea dei soci che in seconda convocazione dell'assemblea, appunto, possono con i 2/3 dei soci rappresentanti il capitale sociale e i 2/3 dei soci PRESENTI IN ASSEMBLEA, porre modifiche sostanziali all'assetto societario in merito a FUSIONI, TRASFORMAZIONI O SCISSIONI societarie. Questa è quella che noi giudichiamo "una porta lasciata aperta" all'ingresso di soci privati, con buona pace di tutte le cose, anche condivisibili, scritte nero su bianco nello statuto di Alfa S.r.l..

Segnaliamo infine che Alfa S.r.l. è diventata "operativa" (parola decisamente azzardata) lo scorso 16 settembre 2015 con l'insediamento dei vertici.

Ora, termine il 31 dicembre 2017, gli attuali gestori dovranno conferire ad Alfa S.r.l. mezzi, personale e competenze per renderla realmente operativa.

Vi terremo aggiornati.









lunedì 22 giugno 2015

Gestore unico....o no?

Bentrovate/i.
Dopo una lunga pausa rieccoci a scrivere della gestione del servizio idrico nella nostra provincia. E riprendiamo da dove ci eravamo lasciati: la costituzione del nuovo gestore unico provinciale per il SII.

Abbiamo atteso per mesi che si venisse a sapere qualcosa di più su questo nuovo soggetto, soprattutto alla luce della sentenza del TAR della Lombardia che dando ragione ad ASPEM S.p.a., bocciava l'adesione al gestore unico da parte del comune di Varese e di altri comuni, serviti dalla S.p.a..

Soprattutto aspettavamo che venisse discussa la sospensiva prevista per il mese di maggio, che, se avesse accolto quanto richiesto da ASPEM S.p.a., avrebbe bloccato per molto tempo (almeno fino all'esito dell'eventuale ricorso in Consiglio di Stato da parte di Provincia di Varese, Ufficio d'Ambito e Conferenza dei Comuni) il processo di costituzione del gestore Alfa S.r.l..

Ma la discussione su tale sospensiva non è mai stata intavolata davanti al TAR della Lombardia in quanto ASPEM S.p.a. risulta aver ritirato tutto (misteriosamente.....) e quindi...via libera al nuovo gestore provinciale.....o almeno così doveva essere!

Infatti la firma davanti ad un notaio dell'atto costitutivo di Alfa S.r.l. c'è stata, ma come si può leggere dal sito della Provincia di Varese, solo 95 comuni su 139 (e la Provincia di Varese) hanno firmato tale atto.

A questo punto abbiamo mandato alla stampa il comunicato stampa che potete leggere di seguito:


Come potete leggere abbiamo sollevato delle semplici domande (oltre a ribadire le nostre convinzioni) che si potrebbe porre qualsiasi cittadino varesino alla lettura sulla stampa locale di questa notizia.

Di conseguenza il testo del comunicato è stato poi inviato alle Amministrazioni locali varesine e all'Ufficio d'Ambito della Provincia di Varese accompagnato da una mail con un testo dove entravamo un po' più nello specifico, come potete leggere di seguito:

"Con la presente il Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese invia, in allegato, una lettera aperta in merito all'atto costitutivo di Alfa S.r.l..

Lettera che intende quindi chiedere spiegazioni anche su quanto reperibile sul sito stesso della Provincia a seguito delle firma di tale atto.

Siamo inoltre a chiedere quali gestori potranno continuare ad erogare il servizio idrico e quali no, dopo il processo di ricognizione dei gestori esistenti, che si dovrebbe essere concluso lo scorso 5 giugno 2015, ma che dell'esito di tale processo sul sito della Provincia non vi è traccia.

Processo conseguente alla sentenza TAR Lombardia sul ricorso Lurambiente S.p.a. vs Provincia di Varese e Conferenza dei Sindaci, oltre alla nuova legislazione nazionale 164/2014 (Sblocca Italia) nella quale con l'art. 7 si modificava il Testo Unico Ambientale 152/2006, proprio in ottica di subentro del gestore unico nei confronti dei gestori esistenti."

La sentenza di Lurambiente S.p.a., infatti stabiliva, oltre a bocciare la richiesta della società a proseguire con la gestione del servizio idrico per Saronno, Caronno Pertusella e altri 7 comuni su sponda comasca, anche la ricognizione degli attuali gestori esistenti e di quali di questi avrebbero dovuto conferire il ramo idrico in Alfa S.r.l. e quali avrebbero potuto proseguire, fino alla scadenza con i comuni soci, la gestione del SI.

Anche di questi dati non vi è notizia, nemmeno sul sito della Provincia di Varese e naturalmente, i Sindaci e l'Ufficio d'Ambito non hanno risposto alla nostra domanda!

Cercheremo, a questo punto di tenervi aggiornate/i. 

Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese


sabato 14 febbraio 2015

Legge regionale: incostituzionale (per la seconda volta)?

Apprendiamo da fonte autorevole (a noi poco gradita) che la legge regionale della Lombardia 29/2014 è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri per incostituzionalità con le motivazioni che potete leggere di seguito:


Sostanzialmente il Consiglio dei Ministri impugna la legge lombarda perché andrebbe oltre alle competenze che lei stessa attribuisce a Province e Comune di Milano in merito anche, nel caso specifico, alla durata dell'affidamento della gestione del servizio idrico integrato al gestore unico (competenze alle Province e al Comune di Milano che sono confermate dallo Sblocca Italia con gli Enti di Governo del Territorio che corrispondono agli ATO provinciali per la nostra regione) e alla regolamentazione / tutela della concorrenza appartenente allo Stato e garantita dalla Costituzione.

La cosa buffa è che queste modifiche apportate nel testo della legge avevano anche il compito di adeguare la normativa regionale all'esito referendario del 2011 (in quanto il testo precedente faceva ancora riferimento all'art. 23-bis del Decreto Ronchi) e alla sentenza della Corte Costituzione 320/2011 emanata a seguito....di impugnativa del Governo Berlusconi.......inquietante il ripetersi della storia!

Vi terremo aggiornati in merito.


giovedì 5 febbraio 2015

Servizio saronnese perso! Anzi no....

Pubblichiamo il comunicato stampa inviato alla stampa locale in merito alla sentenza del TAR della Lombardia che rigetta il ricorso della società LURAMBIENTE S.p.a. nei confronti di Provincia di Varese, Conferenza dei Sindaci e Ufficio d'Ambito della Provincia di Varese.


Quello che il comitato del saronnese per l'Acqua Bene Comune sostiene è che le motivazioni con le quali il TAR della Lombardia bocci il ricorso possano essere motivo per la società ricorrente per mantenere il servizio, secondo convenzione con i comuni soci (tra i quali Saronno), fino al 2020.

Più precisamente in riferimento a quanto scritto nel comunicato, la porta lasciata aperta perché questa condizione possa essere mantenuta, sarebbe le modifiche apportate dallo Sblocca Italia al Testo Unico Ambiente, e in particolare, all'art. 172 comma 2 (citato espressamente dalla sentenza stessa) recita:

"Al fine di garantire il rispetto del principio di unicità della gestione all'interno dell'ambito territoriale ottimale, il gestore del servizio idrico integrato subentra, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, agli ulteriori soggetti operanti all'interno del medesimo ambito territoriale. Qualora detti soggetti gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege, il gestore del servizio idrico integrato subentra alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto"

Lurambiente, a nostro parere, si individua proprio nel caso descritto nel secondo periodo del comma in quanto la convenzione con i soci non risulta scaduta e il gestore unico provinciale (Alfa S.r.l.) risulta non ancora costituito.

Come per il caso di ASPEM S.p.a. non tifiamo certo per una S.p.a. rispetto ad un'Azienda Speciale. In questo caso però il mantenimento del servizio di depurazione in casa a Lurambiente S.p.a., sarebbe una condizione fondamentale perchè l'Amministrazione saronnese adempiesse finalmente quanto votato a maggioranza in un consiglio comunale che porta ormai la data di Aprile 2012 dove una mozione presentata dal comitato locale in un consiglio comunale aperto convocato con le firme di 300 cittadini saronnesi, indirizzava il comune sui passi per esaudire l'esito referendario dell'anno prima:

- conferimento del ramo idrico dalla Saronno Servizi S.p.a. (captazione e distribuzione) in Lurambiente S.p.a. (depurazione):
- trasformazione di Lurambiente S.p.a. in Azienda Speciale consortile

Vi terremo aggiornati anche su questo fronte.




lunedì 22 dicembre 2014

......abbiamo un problema?!

Un primo aggiornamento su quello che sta accadendo in Provincia di Varese, dopo la sentenza del TAR della Lombardia che ha accolto il ricorso di ASPEM S.p.a..

Lo scorso 18 dicembre, come già pre-annunciato, si è tenuto il consiglio Provinciale al termine del quale sono stati eletti i due componenti del cda dell'Ufficio d'Ambito della Provincia di Varese.
Il cda è composto da 5 membri:

- 2 eletti dal Consiglio Provinciale (scarica il comunicato stampa del Consiglio Provinciale)

Prima della seduta del consiglio provinciale del 18, più precisamente, nel corso della mattinata, 34 comuni della Provincia di Varese (Varese compreso) avrebbero dovuto presentarsi davanti ad un notaio per firmare l'atto costitutivo della società "Alfa S.r.l." che dovrà gestire il Servizio Idrico Integrato su tutto il territorio provinciale. "Avrebbero" perchè in realtà, pare, non l'abbiano fatto, visto e considerato che "qualcosa" è intervenuto perché ciò non accadesse e che addirittura, venisse cancellata la convocazione del consiglio provinciale previsto per la serata del 19 dicembre che aveva questo ordine del giorno.

La Provincia sostiene che tutti i punti previsti in quel ordine del giorno siano stati accorpati in quella del 18 dicembre, ma se confrontate i link soprastanti (comunicato stampa e ordine del giorno) è evidente che qualcosa manca....all'appello, ovvero i punti salienti che avrebbero visto deliberare la forma gestionale in house ad Alfa S.r.l. e i contratti di servizio con gli attuali gestori.

Ci piace pensare che sia stato il nostro comunicato stampa inviato anche ai Sindaci delle Provincia di Varese a causare questo cambio di programma improvviso......ma ovviamente sappiamo che non è così e vi terremo informati.

Incominciate comunque a leggere quali pericoli incombono, secondo la Provincia di Varese, sui comuni varesini entro fine anno (scarica il documento illustrativo della conferenza dei comuni del 19 dicembre 2014).

A presto.

giovedì 18 dicembre 2014

GESTORE UNICO PROVINCIALE: TUTTO DA RIFARE?

Pubblichiamo il nostro comunicato stampa, diramato alla stampa locale e a tutti i sindaci della Provincia di Varese, in merito alla sentenza con la quale il TAR della Lombardia accoglie il ricorso depositato lo scorso anno da ASPEM S.p.a. contro l'adesione al nuovo gestore unico provinciale da parte del comune di Varese e da altre amministrazioni locali asservite da società per azioni.

Dagli articoli successivi alla sentenza il capoluogo di Provincia sarebbe escluso, momentaneamente dai giochi: ovvero non potrebbe partecipare, con una propria quota di capitale, alla nuova società che gestirà il servizio idrico integrato su tutto il territorio provinciale.

Scarica qui il nostro comunicato

Inoltre, proprio mentre stiamo scrivendo questo post, in consiglio provinciale a Villa Recalcati potrebbe andare in scena un atto fondamentale per il prosieguo dell'iter del costituendo gestore unico (oggi pomeriggio i sindaci e la Provincia dovrebbero essersi presentati davanti ad un notaio per firmare l'atto di costituzione della società), ovvero l'elezione del Presidente e del Vicepresidente dell'Ufficio d'Ambito. Cosa di non secondaria importanza rispetto a quanto fin qui scritto perché se l'elezione di queste due figure non avvenisse entro breve tempo (fine anno......e siamo ad una settimana da Natale!) si pre-annuncia seriamente il commissariamento da parte di Regione Lombardia dell'Ufficio d'Ambito e quindi da parte del soggetto amministrativo (non il gestore) individuato dalla stessa Regione ad organizzare la gestione del Servizio Idrico Integrato. 

Come scriviamo nel nostro comunicato, non siamo sicuramente contenti di questa sentenza e anche un eventuale commissariamento aprirebbe scenari imprevedibili. 

Vi terremo aggiornati sui prossimi accadimenti.

giovedì 4 dicembre 2014

Due domande alla maggioranza saronnese......


Pubblichiamo l'odierno comunicato stampa inviato alla stampa saronnese sull'area  ex cantoni e sulla ri-pubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato cittadino saronnese.


Il comune di Saronno, dopo tanti bei propositi (almeno fino ad ora sono rimasti tali), sembra essersi allineato alla "nuova" Provincia di Varese, che guarda caso, adesso viene amministrata (se così si può dire, alla luce delle nuove modalità con la quale è stata eletta) dal partito di maggioranza cittadina saronnese.
Continueremo a sperare fino all'ultimo (l'anno prossimo ci saranno le amministrative locali) che questa Amministrazione dia finalmente mandato alla nostra mozione di iniziativa popolare, ormai giacente nei cassetti comunali, dal lontano Marzo 2012, per dare esito al referendum del 2011.....ma pare che i segnali non siano affatto incoraggianti.
Vi terremo aggiornati.


giovedì 20 novembre 2014

L'anticamera della privatizzazione del Servizio Idrico Integrato

Sabato 15 novembre 2014 il coordinamento regionale lombardo ha stabilito di organizzare una serie di iniziative su tutto il territorio per contrastare l'ennesimo tentativo di privatizzare il Servizio Idrico Integrato perpetrato anche dall'attuale Governo. Abbiamo concordato, come prima cosa, con tutti i comitati territoriali presenti, il testo del comunicato stampa che potete leggere di seguito dove, oltre a rivendicare le ragioni per le quali lo Sblocca Italia e la Legge di Stabilità portino alla privatizzazione dei SII, abbiamo programmato una serie di incontri pubblici dove verrà trattato il tema della gestione dei Servizi Pubblici Locali tramite le multiutility come fine ultimo dell'attuale Governo.





venerdì 1 agosto 2014

Il Comune di Saronno risponderà al Comitato....ma ai cittadini?

Riceviamo e pubblichiamo, dopo un lungo periodo di interlocuzione con il Sindaco di Saronno e un nostro recente comunicato stampa, questo suo invito con il quale ci invita ad un incontro con l'Amministrazione saronnese in merito alla ri-pubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato locale:

"Gentilissimi tutti del Comitato acqua, come da voi richiesto, e come già assicurato dal Sindaco, questa Amministrazione è disponibile ad un incontro per illustrare i  passi compiuti (e ancora da farsi) con Ato Varese, Ato Como, Saronno Servizi, Lurambiente."

Ovviamente saremo presenti all'incontro con una nostra delegazione, confidando che l'Amministrazione informi anche i cittadini saronnesi (e non solo questo comitato) quanto prima su quanto intende fare per la piena ripubblicizzazione del servizio idrico a Saronno.

Vi terremo, comunque, aggiornati.

martedì 17 giugno 2014

TTIP - IL PATERNARIATO TRANSATLANTICO PER IL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI

Pubblichiamo quest'oggi questo post, introducendo un tema che riguarda (ma non solo) il servizio idrico e la sua sempre più probabile privatizzazione, nonostante il referendum del 2011.

Si tratta del TTIP, Transatlantic Trade and Investiment Partnership ovvero il trattato di libero scambio tra USA e UE, che come potrete leggere dal documento che riportiamo di seguito minaccia pesantemente la nostra società per soggiogarla, ancora una volta, alle leggi del mercato e del profitto.


Come potrete leggere la sovranità nazionale, se tale trattato fosse approvato, si ridurrebbe a zero, in quanto qualsiasi provvedimento legislativo di politica pubblica a qualsiasi livello (locale, regionale e nazionale) potrebbe essere impugnato davanti ad un tribunale arbitrario (tra le parti in causa......ma composto da avvocati aziendali) da parte delle multinazionali perché si potrebbero veder ledere i propri interessi economici da parte di questi provvedimenti pubblici.

Tanto per darvi un'idea. Se tale trattato fosse stato già in vigore prima del referendum 2011, una qualsiasi azienda o multinazionale presente sul nostro territorio avrebbe potuto chiamare in giudizio un comune o lo Stato italiano davanti ad uno di questi tribunali, vanificando la volontà popolare di 27 Ml di italiani.

Vi segnaliamo, per una maggiore informazione il sito ufficiale della campagna STOP TTIP dal quale potrete ricavare altre utili informazioni: http://stop-ttip-italia.net/ (bannato sulla nostra home-page)

Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese

martedì 2 luglio 2013

Conferenza dei Sindaci del 27 giugno 2013

Abbiamo presenziato alla conferenza dei Sindaci dello scorso 27 giugno 2013, dove all'ordine del giorno vi era l'approvazione della bozza dello statuto della nuova società che gestirà il servizio idrico integrato in tutta la Provincia di Varese......o no?

Il dubbio nasce non da un nostro ambito desiderio, ma proprio dallo statuto della società Alfa S.r.l. (abbiamo appreso dalle slide illustrate dalla dott.ssa Arioli che il nome della società non è stato ancora deciso), in quanto (comma 4 art. 6) si lascia mano libera ai comuni che decidessero di non entrare a far parte, con la propria quota di capitale sociale, nella società. 

La dott.ssa Arioli, risponde però ad un Amministratore presente alla conferenza, dicendo chiaramente che nessun comune potrà gestire il servizio idrico integrato "in economia", confermando quanto prescrive la legge regionale attuale (26/2003 e s.m.i. 21/2010) che individua un unico soggetto gestore per ogni ATO (comma 1 art. 48).

Questa ambiguità cercheremo di capirla meglio nei prossimi giorni. Ci permettiamo di azzardare che la "temporaneità" della non adesione al gestore unico provinciale sia solo un escamotage per lasciare più tempo al comune di Varese (che ancora una volta ha votato a favore dello statuto, nonostante il suo gestore attuale del SII abbia fatto ricorso contro l'ufficio d'ambito) di sbrigare la complicata (impossibile, ndr) partecipazione a quote di capitale della nuova società, in quanto ASPEM S.p.a. è fortemente partecipata dal A2A S.p.a., e quindi impossibilitata appunto a farne parte in quanto una prerogativa per entrare in una gestione "in house" è quella di essere soci totalmente pubblici.

Riteniamo infine che nello statuto vi sia una volontà a tener comunque aperta la porta ai privati. Nonostante il divieto espresso alla partecipazione degli stessi alle quote di capitale, si lascia un bassissimo quorum in seconda convocazione dell'assemblea dei soci, per modificare lo statuto o trasformare la società!