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mercoledì 12 aprile 2017

Alfa S.r.l. vs A2A S.p.a.....chi la spunterà?

"Dovremmo" essere vicini al giorno decisivo per Alfa S.r.l.. E' in programma infatti la discussione davanti al Consiglio di Stato dell'ultima sentenza del TAR della Lombardia che nei fatti, dando ragione ad ASPEM / A2A S.p.a., annullerebbe Alfa S.r.l. il neo-gestore unico del servizio idrico della Provincia di Varese.

Abbiamo appena diramato agli organi di stampa locale il comunicato che potete leggere qui di seguito che, come potete vedere, è a più firme da parte di molti comitati territoriali lombardi. Segno indubbio che il pericolo A2A S.p.a. è molto serio e sentito oltre i confini territoriali varesini.


Vi aggiorneremo come sempre.

Comitato per l'Acqua Bene Comune della Provincia di Varese


mercoledì 26 ottobre 2016

Sulla (seconda) sentenza ASPEM S.p.a.

Si perché il gestore privato del capoluogo, per la seconda volta (la prima fu a fine 2013) si vede riconosciuto dal TAR della Lombardia il proprio diritto nel proseguo della gestione dell'acqua, a scapito del neo-gestore Alfa S.r.l..


Le motivazioni sembrano indicare una gran confusione fatta al momento della deliberazione di tutti quegli atti emanati in merito alla scelta (o meglio alla riconferma, dopo la prima sentenza) della forma gestionale "in house" adottata per la nuova società, alla delibera da parte della provincia di Varese dell'affidamento del servizio ad Alfa S.r.l. e al contratto di servizio tra Ufficio d'Ambito e Alfa S.r.l.. (così come modificato da una delle ultime conferenze dei comuni del 2015).

Nella sostanza, questa sentenza, ANNULLA ALFA S.r.l. (per il momento, gli Enti chiamati in causa, presenteranno sicuramente ricorso al Consiglio di Stato)

Vi è poi un aspetto più preoccupante per tutti noi cittadini. Nella sentenza si sostiene che gli atti deliberati non sostengano la possibilità economica, da parte dei comuni soci, di partecipare alla società e comunque non ci sarebbe un documento che giustifichi il perché si sia scelta la forma gestionale dell'"in house" rispetto a quanto può offrire il mercato!

E' sicuramente una sentenza "sbilanciata" a favore degli interessi del privato, ma non possiamo esimerci da constare che l'intero procedimento ha avuto inizio e conclusione (dal dicembre 2011 al giugno 2015) con una Provincia a marchio "centro destra" (prima) e "centro sinistra" (poi). 

Quindi le responsabilità devono, quanto meno, essere divise tra questi due schieramenti politici, che oltre ad aver generato questa situazione a livello locale, sono stati anche fautori di provvedimenti legislativi superiori (legge regionale 21/2010, Sblocca Italia) che puntano a niente altro che all'aggregazione di gestioni per facilitare l'ingresso da parte di soggetti privati.

Sono provvedimenti che spostano, come più volte detto, il controllo e la partecipazione da parte di noi cittadini a un livello sempre più distante.

Abbiamo quindi rivendicato le nostre convinzioni con un comunicato stampa dove ribadiamo che una gestione ottimale (e soprattutto rispettando veramente l'esito referendario) dell'acqua deve passare attraverso una Azienda Speciale (o consortile) che gestisca il servizio su una scala territoriale sicuramente inferiore all'intero territorio della Provincia di Varese (per esempio lungo i sottobacini idrici, fiumi, torrenti, laghi).


Come scriviamo nel comunicato, in attesa che a breve si dipani la matassa legale nella quale sembra ingarbugliata Alfa S.r.l., vi aggiorniamo sul fatto che "sembra" che la gestione del servizio idrico sia stata stralciata dal testo unico sui servizi pubblici locali predisposto dalla Ministra Madia e in arrivo entro la fine del 2016 (il testo sanciva il divieto per un'Azienda Speciale di gestire il servizio idrico).

Questo grazie ad una forte mobilitazione a livello nazionale (con iniziative dei comitati locali) del Forum per l'Acqua Pubblica e con un aiuto (una volta tanto) dei media.

Vi terremo come sempre aggiornati su questa vicenda.


domenica 22 febbraio 2015

...dalle parole ai fatti?

Il punto interrogativo è d'obbligo (nel titolo di questo post). Vi facciamo leggere infatti un articolo apparso sull'organo di stampa locale del PD saronnese "In Piazza".


Nell'articolo vengono recepiti due nostri ultimi scritti, uno a livello provinciale e uno a livello locale. A livello provinciale ci riferiamo alla sentenza ASPEM S.p.a. che ha annullato la delibera del comune di Varese alla forma gestionale dell'"in house" che avrà il costituendo (?) gestore unico provinciale Alfa S.r.l.. A livello locale ci riferiamo alla sentenza LURAMBIENTE S.p.a.  sul rigetto al propri ricorso da parte del TAR della Lombardia.

A livello provinciale quello che ci pare importante sottolineare oltre alle volontà espresse dal partito di maggioranza saronnese (e attualmente amministratore della Provincia di Varese) è il fatto che finalmente ci viene riconosciuto che oltre alla delibera del comune di Varese siano stati, è scritto nero su bianco, anche bocciati tutti gli atti amministrativi precedenti ("presupposti" si può leggere nel testo della sentenza TAR) alla delibera varesina e cioè tutti gli atti amministrativi che definivano la scelta della forma gestionale dell'"in house".

Allora perché anche nell'ultima conferenza dei Comuni del 10 febbraio 2015 si continua a sostenere che la sentenza ASPEM S.p.a., il "TAR non è entrato nel merito della scelta del modello gestionale......" (slide 18) e che gli atti amministrativi impugnati siano solo quelli relativi al 2014 (slides 22 - 23 - 24) e non quelli precedenti (e fondanti) alla delibera varesina?

In attesa che qualcuno a livello provinciale ci risponda speriamo che questo proclama da parte del Partito Democratico saronnese non rimanga tale e che il comune di Saronno voti una volta per tutti contro l'adesione al gestore unico provinciale (come lascia intendere l'articolo) e, a livello locale, metta finalmente "in regola" il servizio idrico conferendo il ramo idrico dalla Saronno Servizi S.p.a. in Lurambiente S.p.a. (considerato che ci sono i "margini di scelta") per incominciare a parlare della ri-pubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato come espresso dall'esito referendario del 2011.

Speriamo appunto che questo non sia solo un proclama elettorale....visto le imminenti elezioni amministrative che riguarderanno anche il comune di Saronno.

Vi terremo aggiornati.


sabato 17 gennaio 2015

Conferenza dei comuni - 12 gennaio 2015

Vorremmo parlare quest'oggi della conferenza dei comuni convocata nella giornata dello scorso lunedì 12 gennaio alla quale abbiamo presenziato.

La conferenza, almeno leggendo la convocazione, aveva un preciso ordine del giorno, ovvero, la conferma (quindi una deliberazione da parte della conferenza) della forma gestionale in house e della decadenza delle gestioni in essere (per quanto riguarda il servizio idrico) al momento del sub-entro del nuovo gestore unico provinciale. Così non è stato in quanto la conferenza è stata una semplice esposizione della situazione attuale dopo l'emanazione della sentenza del TAR della Lombardia che accoglieva il ricorso di ASPEM S.p.a. contro il comune di Varese.

Di seguito le slide proiettate durante la conferenza dei comuni.



Entrando nel merito, siamo a sottolineare alcuni aspetti poco chiari discussi in conferenza e non possiamo che partire da "Cosa è successo dalla sentenza del TAR" (slide 24), dove si può leggere la seguente affermazione:
"..l'annullamento della deliberazione del Consiglio Comunale di Varese nr. 55 del 28 novembre 2013, con cui il comune ha aderito ad Alfa e degli atti presupposti tra i quali, in particolare quelli che hanno individuato la forma di gestione del servizio idrico integrato nella Provincia di Varese e disposto la cessazione anticipata delle gestioni attualmente in essere, compresa quella in capo alla società ricorrente"

Quindi la sentenza annulla sia la deliberazione di adesione del comune di Varese, sia gli atti presupposti, cioè "gli atti di fondamento" sui quali la deliberazione di basa e cioè:

- La prima delibera del consiglio provinciale di Varese in merito alla forma gestionale "in house" datata 20/12/11;
- La prima delibera del consiglio d'amministrazione dell'Ufficio d'Ambito  che conferma tale forma gestionale datata 24/10/12;
- La prima delibera della conferenza dei comuni che esprime il proprio parere vincolante sulla riconferma della forma gestionale data 28/02/13;
- La determinazione del commissario straordinario che conferma la forma gestionale dell'"in house" datata 26/07/13;
- La delibera del consiglio d'Amministrazione dell'Ufficio d'Ambito che elabora una bozza dello statuto del gestore unico, datata 22/04/13;
- La delibera della conferenza dei comuni che esprime il proprio parere vincolante su tale bozza di statuto, datata 27/06/13;

Visto che questi sono gli "atti presupposti", contenuti nel testo della delibera di adesione ad Alfa S.r.l., annullata dal TAR della Lombardia, come si può scrivere nella slide successiva (slide 25) che "il TAR non è entrato nel merito della scelta del modello gestionale, nè della legittimità della pronuncia di decadenza delle gestioni esistenti"?

Il TAR è entrato così nel merito della sentenza che, difendendo gli interessi economici della società ricorrente, mette addirittura in guardia tutti i comuni che hanno aderito o aderiranno al nuovo gestore, su quello che potrebbe verificarsi in caso di un eventuale insolvenza del gestore, che "...potrebbe produrre conseguenze negative sia da un punto di vista finanziario che giuridico, direttamente in capo agli enti proprietari, ossia i Comuni e la Provincia..." Su questo aspetto vi aggiorneremo prossimamente.

Sulle motivazioni della sentenza, forse è meglio che leggiate quello che scrivevamo subito dopo l'emanazione della stessa....giusto per avere un quadro più completo di quello rappresentato dalla slide 26, per la quale ci risulta non essere stato dato alcuna risposta esaudiente in merito all'autonomia decisionale dei comuni.

Un'ultima cosa prima di chiudere: vi facciamo leggere quanto esposto in un'altra conferenza dei comuni, questa illustrativa, convocata in data 19 novembre 2014. Vi invitiamo a leggere dalla slide 37 al termine del documento.............alla data di oggi, visto che l'Ufficio d'Ambito non ha chiuso l'iter entro il 2014, quali di quei "rischi" si saranno presentati alle amministrazioni comunali, come paventato dalla conferenza stessa?

Vi terremo aggiornati.








venerdì 9 gennaio 2015

Lettera aperta ai Sindaci della Provincia di Varese

Pubblichiamo la lettera aperta inviata a tutti i Sindaci della Provincia di Varese sulla sentenza del TAR della Lombardia che accoglie il ricorso di ASPEM S.p.a. nei confronti del comune di Varese.


La lettera vuole portare le Amministrazioni alla riflessione sul modello gestionale che il nuovo gestore unico per la provincia di Varese dovrà adottare. "Dovrà" in quanto è convocata per lunedì 12 gennaio la conferenza dei Sindaci con all'ordine del giorno la ri-conferma della forma gestionale "in house" del nuovo gestore e la cessazione del servizio da parte degli attuali gestori al momento del subentro del nuovo gestore.

Vi terremo aggiornati.

A presto.

sabato 3 gennaio 2015

Sulla sentenza del TAR Lombardia ASPEM S.p.a.

Pubblichiamo quest'oggi il testo della sentenza del TAR Lombardia ASPEM S.p.a., scaricabile anche a questo link, ricorrente verso il Comune di Varese.


La sentenza riguarda il ricorso depositato il 27 dicembre 2013 da ASPEM S.p.a. contro il comune di Varese in merito  alla delibera di adesione al gestore unico provinciale (Alfa S.r.l.) e del proprio statuto. Non solo, ma il ricorso, crediamo, riguardi anche i 33 comuni che, con Varese, sono serviti da ASPEM S.p.a., ed in parte elencati nella delibera nr. 8 del 29 gennaio 2014 del consiglio d'amministrazione dell'Ufficio d'Ambito.

Nello specifico della sentenza, l'interesse di ASPEM S.p.a. ad impugnare tutti gli atti amministrativi in essa citati, pare legittimato da ragioni di natura organizzativa (cessazione anticipata dell'affidamento del servizio, conferimento del ramo idrico in Alfa S.r.l.), e concorrenziale (nuovo affidamento contrastante secondo quanto sostenuto "con il principio essenziale della concorrenza"). In sede di pubblica udienza, le opposizioni, hanno sottolineato l'obbligatorietà ad aderire al gestore unico provinciale citando la Legge Regionale nr. 26 del 2003 (all'art. 49), e il Testo Unico Ambientale (art. 147 modificato recentemente dall'art. 7 dello Sblocca Italia), ma questa tesi sembra essere smontata in fase dibattimentale, sostenendo che il parere vincolante degli Enti locali, possa contenere delle determinazioni anche difformi rispetto a quelle formulate dall'Ufficio d'Ambito. Si sostiene, in parole povere, che in fase di conferenza dei Comuni, gli Enti locali debbano seguire quanto proposto dall'Ufficio d'Ambito ma in sede deliberativa (consiglio comunale) le decisioni possano anche differenziarsi rispetto a quanto stabilito dall'Ufficio d'Ambito......

Crediamo che questa sia una prima importante sottolineatura sulle procedure, dettate dall'Ufficio d'Ambito, che hanno portato all'adesione ad Alfa S.r.l. da una parte numerosa dei 109 comuni varesini che ad oggi risultano aver aderito, come Varese, alla nuova società, prima del Piano d'Ambito, votando all'interno del proprio consiglio comunale la delibera "tipo" scritta ad hoc da parte dell'Ufficio d'Ambito.

Scarica il verbale della conferenza dei Sindaci del 27 Giugno 2013
Scarica la lettera ai comuni del Presidente della Conferenza dei Sindaci
Scarica la lettera accompagnatoria alla delibera tipo e allo statuto di ALfa S.r.l.
Scarica lo schema delibera per consigli comunali
Scarica lo statuto definitivo per comuni

La seconda parte della sentenza, evidenzia ancor maggiormente il vizio di procedura che ha provato a portare a costituire il gestore unico provinciale. Varese, secondo la sentenza, ha aderito al gestore unico senza un Piano d'Ambito sul quale basare la propria adesione. Come Varese, ci sono altri comuni che hanno deliberato nello stesso modo e con le stesse tempistiche, ovvero prima dell'adozione definitiva del Piano d'Ambito, nella sua completezza, avuta solo il 15 aprile 2014.

Il TAR scrive chiaramente che ".....Varese, deve rideterminarsi in merito alla scelta della forma gestionale del servizio idrico, prendendo a presupposto gli elementi che emergono dal Piano d'Ambito, in precedenza ignorati del tutto o parzialmente". Ovvero Varese vistasi annullare la propria delibera di adesione ad Alfa S.r.l., deve votare nuovamente in sede di consiglio comunale, una nuova delibera scritta alla luce dell'adozione del Piano d'Ambito.


La sentenza difende principalmente gli interessi economici di una S.p.a.. Giusta o sbagliata che sia, la sentenza ovviamente andrà rispettata. Che questa sentenza sia però il risultato di una evidente impreparazione sul tema in qualsiasi sede dibattimentale e/o deliberativa è un dato di fatto. Ogni irregolarità rilevata da essa riporta ad atti amministrativi (Legge Regionale, Testo Unico Ambientale, Testo Unico Enti Locali) che ormai, crediamo (o credevamo), debbano essere conosciuti più che approfonditamente da parte di tutti gli attori chiamati in causa, in primis da parte degli Enti locali. Evidentemente non è così!

Se anche altri comuni, come Varese, hanno aderito anticipatamente alla data del 15 aprile 2014, indipendentemente, chiamati in causa o meno, da questa sentenza, non credono che comunque possano essere oggetto di  altre controversie giudiziarie per gli stessi motivi sollevati dalla sentenza di cui sopra?

Un merito però secondo noi la sentenza ce l'ha sicuramente, anzi due:

1) con le motivazioni adottate perché gli Enti locali possano in fase deliberativa decidere diversamente da quanto proposto dall'Ufficio d'Ambito, la sentenza potrebbe creare un precedente, che se adottato da altre Amministrazioni che non hanno ancora aderito ad Alfa S.r.l., potrebbero consentire loro di non aderire al gestore unico, proseguendo con gli attuali gestori, bocciando la delibera "tipo" nei prossimi consigli comunali;

2) la sentenza dovrebbe far riflette gli attuali Amministratori locali che con le proprie motivazioni essa potrebbe inficiare ogni proposta da parte dell'Ufficio d'Ambito e quindi portare alle Amministrazioni al ragionamento se proseguire o meno sulla strada del gestore unico provinciale e non, di contro, cercare di proseguire la gestione del servizio idrico integrato sul proprio territorio (o limitrofi) cercando di, anche al livello organizzativo di Ambito territoriale provinciale, sollevare la questione in sede di:

- rispettivi consigli comunali;
- ANCI regionale;
- Regione Lombardia

PERCHE' IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO VENGA GESTITO SU BACINI IDROGRAFICI (O SOTTOBACINI IDROGRAFICI) DI COMPETENZA DEL TERRITORIO AMMINISTRATO DA OGNI SINGOLO COMUNE (O CONSORZIO DI COMUNI) POTENDO RIMETTERE ANCHE IN DISCUSSIONE LA FORMA GESTIONALE FIN QUI ADOTTATA, PER MANTENERE TALE SERVIZIO IL PIU' POSSIBILE VICINO (E QUINDI CONTROLLABILE) AL TERRITORIO STESSO E AI PROPRI CITTADINI VISTO E CONSIDERATO CHE LA SENTENZA ENUNCIA CHIARAMENTE CHE:

"...determina l'accoglimento del ricorso e l'annullamento della deliberazione del Consiglio comunale di Varese n. 55 del 28 Novembre 2013 e degli atti presupposti tra i quali, in particolare, quelli che hanno individuato la forma di gestione del servizio idrico integrato nella Provincia di Varese e disposto la cessazione anticipata delle gestioni attualmente in essere, compresa quella in caso alla società ricorrente."

TALE FORMA GESTIONALE, LO RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA, NON PUO' CHE ESSERE QUELLA DELL'AZIENDA SPECIALE (O AZIENDA SPECIALE CONSORTILE) REGOLAMENTATA DALL'ART. 114 DEL D.lgs. nr. 267 del 18 agosto 2000.

Vi terremo ancora aggiornati sull'evolversi della situazione.
Ricordiamo che la discussione sulla sospensiva richiesta da ASPEM S.p.a. nei confronti di ogni atto pubblico dai soggetti interessati dal ricorso è fissata per la data del 15 gennaio 2015.

A presto.





lunedì 22 dicembre 2014

......abbiamo un problema?!

Un primo aggiornamento su quello che sta accadendo in Provincia di Varese, dopo la sentenza del TAR della Lombardia che ha accolto il ricorso di ASPEM S.p.a..

Lo scorso 18 dicembre, come già pre-annunciato, si è tenuto il consiglio Provinciale al termine del quale sono stati eletti i due componenti del cda dell'Ufficio d'Ambito della Provincia di Varese.
Il cda è composto da 5 membri:

- 2 eletti dal Consiglio Provinciale (scarica il comunicato stampa del Consiglio Provinciale)

Prima della seduta del consiglio provinciale del 18, più precisamente, nel corso della mattinata, 34 comuni della Provincia di Varese (Varese compreso) avrebbero dovuto presentarsi davanti ad un notaio per firmare l'atto costitutivo della società "Alfa S.r.l." che dovrà gestire il Servizio Idrico Integrato su tutto il territorio provinciale. "Avrebbero" perchè in realtà, pare, non l'abbiano fatto, visto e considerato che "qualcosa" è intervenuto perché ciò non accadesse e che addirittura, venisse cancellata la convocazione del consiglio provinciale previsto per la serata del 19 dicembre che aveva questo ordine del giorno.

La Provincia sostiene che tutti i punti previsti in quel ordine del giorno siano stati accorpati in quella del 18 dicembre, ma se confrontate i link soprastanti (comunicato stampa e ordine del giorno) è evidente che qualcosa manca....all'appello, ovvero i punti salienti che avrebbero visto deliberare la forma gestionale in house ad Alfa S.r.l. e i contratti di servizio con gli attuali gestori.

Ci piace pensare che sia stato il nostro comunicato stampa inviato anche ai Sindaci delle Provincia di Varese a causare questo cambio di programma improvviso......ma ovviamente sappiamo che non è così e vi terremo informati.

Incominciate comunque a leggere quali pericoli incombono, secondo la Provincia di Varese, sui comuni varesini entro fine anno (scarica il documento illustrativo della conferenza dei comuni del 19 dicembre 2014).

A presto.

giovedì 18 dicembre 2014

GESTORE UNICO PROVINCIALE: TUTTO DA RIFARE?

Pubblichiamo il nostro comunicato stampa, diramato alla stampa locale e a tutti i sindaci della Provincia di Varese, in merito alla sentenza con la quale il TAR della Lombardia accoglie il ricorso depositato lo scorso anno da ASPEM S.p.a. contro l'adesione al nuovo gestore unico provinciale da parte del comune di Varese e da altre amministrazioni locali asservite da società per azioni.

Dagli articoli successivi alla sentenza il capoluogo di Provincia sarebbe escluso, momentaneamente dai giochi: ovvero non potrebbe partecipare, con una propria quota di capitale, alla nuova società che gestirà il servizio idrico integrato su tutto il territorio provinciale.

Scarica qui il nostro comunicato

Inoltre, proprio mentre stiamo scrivendo questo post, in consiglio provinciale a Villa Recalcati potrebbe andare in scena un atto fondamentale per il prosieguo dell'iter del costituendo gestore unico (oggi pomeriggio i sindaci e la Provincia dovrebbero essersi presentati davanti ad un notaio per firmare l'atto di costituzione della società), ovvero l'elezione del Presidente e del Vicepresidente dell'Ufficio d'Ambito. Cosa di non secondaria importanza rispetto a quanto fin qui scritto perché se l'elezione di queste due figure non avvenisse entro breve tempo (fine anno......e siamo ad una settimana da Natale!) si pre-annuncia seriamente il commissariamento da parte di Regione Lombardia dell'Ufficio d'Ambito e quindi da parte del soggetto amministrativo (non il gestore) individuato dalla stessa Regione ad organizzare la gestione del Servizio Idrico Integrato. 

Come scriviamo nel nostro comunicato, non siamo sicuramente contenti di questa sentenza e anche un eventuale commissariamento aprirebbe scenari imprevedibili. 

Vi terremo aggiornati sui prossimi accadimenti.